Un buon non-compleanno a me

È trascorso più un mese da quando ho compiuto trent’anni e sto ancora cercando di abituarmi all’idea, perché – se escludiamo qualche capello bianco in mezzo alla criniera leonina – non mi sento adulta tanto quanto pensavo che avrei dovuto essere alle soglie di un nuovo decennio della vita.

E no, non sono servite le parole di incoraggiamento sugli anni più belli – che tornano puntuali e identiche a ogni fase di passaggio – né l’idea che la mia età sia statisticamente ben lontana dal mezzo del cammin dell’esistenza. Io sono una persona fortunata e scoppio di salute e d’amore, ma quest’anno m’è presa male. Perché se a vent’anni sentire di non aver trovato un posto nel mondo mi faceva camminare a testa alta verso un futuro carico di possibilità, a trenta inizia a sembrarmi un ruzzolone da un pendio ripido di brutto.

Grazie al cielo, sono pur sempre in grado di discernere i momenti di disagio da quelli in cui c’è qualcosa da festeggiare, perciò provo a distrarmi dalle mie ansie per diffondere bellezza attraverso i libri, che poi è la cosa che credo mi riesca meglio.

La notizia è che da qualche mese sono molto orgogliosa di colorare con i miei scatti la newsletter di Edizioni Clichy, e questo spiega perché abbia due doppioni di libri tanto belli da volervene fare dono:

La grande storia di un piccolo tratto di Serge Bloch, una favola illustrata che mi ha fatto versare lacrime a secchiate;

Serge Bloch, La grande storia di un piccolo tratto (Edizioni Clichy)

Figlie di Brooklyn di Jacqueline Woodson, il romanzo che ha inaugurato Rive Gauche, la collana di narrativa americana diretta da Tiziana Lo Porto.

Leggere l’incipit vi darà un’idea del perché sono convinta che vi terrà incollati fino all’ultima pagina:

«Per molto tempo, mia madre non era ancora morta. La mia storia avrebbe potuto essere più tragica. Mio padre avrebbe potuto darci dentro con la bottiglia o con le siringhe o con una donna e lasciare me e mio fratello a prenderci cura di noi stessi – o peggio, avrebbe potuto lasciarci alle cure dei Servizi per l’Infanzia di New York, dove, diceva lui, era raro ci fosse un lieto fine. Ma non è successo. Adesso so che a essere tragico non è il momento. È il ricordo.»

Jacqueline Woodson, Figlie di Brooklyn (Edizioni Clichy)

Cosa dovete fare per aggiudicarvi gli ambitissimi premi di questo giveaway di fine estate? Lasciate un commento a questo post e incrociate le dita per qualche giorno – facciamo non oltre il 16 settembre – fino a che non estrarrò a sorte due lettori fortunati e ne darò annuncio su Instagram.

Orsù, scatenate l’inferno e cercate di non perdervi gli aggiornamenti freschi di stampa di Edizioni Clichy, iscrivendovi alla newsletter. Mica perché ci stanno le mie fotine dentro, ma perché fanno sempre libri belli che è un peccato farseli scappare.

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116 pensieri riguardo “Un buon non-compleanno a me

  1. In questi casi non so mai cosa scrivere: che sei divertentissima? Che il tuo nick è una favola? Che ti seguo sempre con grande interesse? Sì, tutto questo ed anche in bocca al lupo a me! :D (Crepi!)

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  2. La lettura è un grandissimo piacere ma se lo si condivide con persone solari,gentili e preparate come te lo è ancora di più. ..anche se è già passato da un po’è troppo tardi per farti gli auguri di atri mille bei compleanni?Tanta buona vita Veronica….a presto Alessandra (cichivi)

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