San Valentino nei carteggi letterari del Novecento

Se a San Valentino ci fosse ancora qualcuno disposto ad affidare a carta e inchiostro un messaggio d’amore, troverebbe di che nutrire la propria ispirazione nelle effusioni affettuose e le passioni tormentate che attraversano i carteggi della letteratura.

A rovistare nei cassetti della corrispondenza d’autore, si può scoprire come l’arte di scrivere lettere – e di attenderle, tra congetture e sospiri – diventi tanto più dolce quando è intonata con gli accenti della poesia.

Ed è proprio dalla penna dei poeti che sono fiorite le pagine più intense, per quell’alchimia che fonde l’ordinarietà del quotidiano con l’espressione lirica, tra le rapide e i tornanti dei legami d’amore.

Ingeborg Bachmann e Paul Celan

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Una genuina felicità di scrivere

«Quel che ricordo con chiarezza dell’avere sedici anni è che si trattava di un’età particolarmente angosciante […]. Ricordo anche una tremenda e frustrante irritazione verso tutto ciò che leggevo in quel periodo – sa il cielo di cosa si trattava, a giudicare da certi libri che ho conservato –, tanto che una sera presi una decisione: dal momento che non esisteva al mondo nessun libro che valesse la pena di leggere, ne avrei scritto uno io

Shirley Jackson, La luna di miele di Mrs. Smith

È una gran fortuna che Shirley Jackson abbia tenuto fede al suo proposito per il resto della vita, regalandoci pagine straordinarie che continuano a saltare fuori da scatoloni impolverati.

I racconti che troverete dentro La luna di miele di Mrs. Smith fanno parte di una raccolta più ampia, in corso di pubblicazione per Adelphi, e sono stati scritti tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, un momento storico in cui una donna avrebbe potuto essere abituata a credere troppo poco in sé stessa per lasciare la sua voce libera di esprimersi. È una gioia poter ritrovare quella di Shirley Jackson tra queste pagine, che miscelano alla perfezione ironia, inquietudine e una genuina felicità di scrivere.

Mi piace immaginarla – in tutte le ore della giornata che riusciva a ritagliarsi dalla cura della casa e dei figli – seduta alla sua macchina da scrivere, a picchiare sui tasti fino a notte fonda. E sorrido all’idea che mi sono fatta – non troppo lontana dalla realtà, credo – che lei stessa, come i suoi personaggi, sia stata solleticata di tanto in tanto dal desiderio di liberarsi di tutti e scappare lontano.

Leggete Shirley Jackson per ritrovare la sua intelligenza che sa smascherare i meccanismi con i quali deformiamo la realtà che ci sta stretta; leggetela per guardare con un po’ di sano cinismo alle idiozie che ci raccontiamo ogni giorno per andare avanti. Avvicinatevi a Shirley Jackson e vi prometto che – se l’avete perso – ritroverete il piacere di leggere.

Leonardo Sciascia, cento anni sotto il segno dei libri

L’anno che è appena iniziato merita che lo si celebri per ricorrenze felici, come quella di oggi: il centenario della nascita di Leonardo Sciascia. L’8 gennaio 1921, veniva al mondo in un angolo di Sicilia di saline e zolfare, dove gli sarebbe potuto toccare un avvenire da sarto – seguendo le orme di uno zio – se la sorte non avesse avuto in serbo per lui altre trame.

Leonardo Sciascia e la sua Lettera 22

«Autore: Leonardo Sciascia», scriveva sulla copertina di uno dei suoi primi quaderni di scuola, presagendo un destino luminoso tra i libri. Amava la scrittura, a partire dal piacere fisico per gli strumenti dello scrivere – i quaderni, le matite, le penne, l’inchiostro: «Curiosamente, dell’inchiostro ricordo anche il sapore. Forse qualche volta l’ho bevuto». Ma l’incontro decisivo con la letteratura avviene per il tramite del cinema: dodicenne, scopre Luigi Pirandello con Marcel L’Herbier, nella versione cinematografica muta di Il fu Mattia Pascal.

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Elsa Morante, 35 anni senza un’anima poeta

Se Elsa Morante, di cui oggi ricorrono i 35 anni dalla morte, avesse avuto nove vite, come i suoi amati gatti, sarebbe ancora tra noi e saprebbe trovare la chiave per raccontare l’oscurità di questi tempi inquieti. Degli amici felini, però, ha condiviso la dimestichezza con il mistero e la straordinaria capacità di ammaliare, fino al giorno in cui – il 25 novembre del 1985 – ci ha lasciati.

Elsa Morante, Rome, 1961

Nata nel sole di agosto, la sua anima ha illuminato il Novecento con un fuoco di tramonto, e dalla sua penna è fiorita una scrittura capace di travalicare il confine della poesia, perché pronta ad accogliere e vivere la realtà senza mezze misure. Ricercare la realtà, per Elsa Morante ha sempre significato andare incontro alla «sostanza profonda e viva delle cose» attraverso la verità della parola, l’esattezza dell’espressione scritta – seppure di storie immaginate.

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«Editoria e no»: 87 anni della casa editrice Einaudi

Quello di fare i libri è un mestiere che, da sempre, ha a che fare con il resistere. Ma se c’è un’esperienza editoriale che più di altre lo dimostra, è quella della casa editrice Einaudi, che celebra oggi 87 anni di attività. Iniziava un mercoledì, il 15 novembre 1933, e di lì a qualche anno mercoledì sarebbe diventato sinonimo di un certo modo di progettare e discutere l’editoria, in memoria delle riunioni che si tenevano ogni settimana, dalle cinque del pomeriggio fino a sera inoltrata, attorno al tavolo ovale di via Biancamano.

L’esperienza di Einaudi è stata storia collettiva, perché capace di tenere insieme tante e diverse intelligenze, e anche resistenza, dove resistere – specie nei primi anni dell’impresa editoriale – è coinciso con un’ostinazione a rimanere vivi e continuare a lavorare, persino sotto i colpi della guerra.

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