Libri sull’editoria: una lista collaborativa

Libri che parlano di libri e altre amenità editoriali

Vecchi caratteri tipografici

Non ci stanchiamo mai di parlare di libri, né di continuare a leggere (e accumulare) libri che parlano di libri e di editoria. E con l’intento di aggiungere qualche tessera all’inventario dei desideri che ci fanno vivere meglio, ho cercato di riunire i pezzi più importanti della mia collezione libresca.

Come tutte le selezioni, non ha la pretesa di essere esaustiva né di porsi come una guida, ma è semplicemente un modo per mettere nero su bianco quanto sono fiera delle (poche) cose che so e che possiedo. Noterete che – dove il libro non sia fuori catalogo – ho inserito un link di affiliazione: se ci passate per acquistare (anche qualsiasi altra cosa), a me arrivano degli spiccioli, con i quali mi procurerò ancora un libro per accrescere la lista.

Fatte queste premesse, vi do il benvenuto tra gli scaffali della libreria che mi sono più cari. Si accettano volentieri consigli, perché il bello è proprio che non si finisce mai.

Storia dell’editoria

Monografie

Einaudi

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Alla ricerca di Marie

«La felicità, la felicità, che cos’è la felicità?»

Madeleine Bourdouxhe, Marie aspetta Marie (Adelphi, 2018)Ci sono storie che arrivano in libreria cogliendo un’occasione che ne offra il pretesto, ma così piene di senso da pretendere che non ce ne si dimentichi una volta esaurita la discussione intorno al tema del momento. Il 13 febbraio – nel mese dedicato alle donne e alla vigilia del giorno in cui si celebra l’amore – è uscito Marie aspetta Marie, il secondo romanzo di Madeleine Bourdouxhe che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima per Adelphi.

Si tratta di un’opera scritta nel 1940 e apparsa per la prima volta in Belgio nel 1943, che oggi arriva in Italia diversi anni dopo il primo e unico altro romanzo dell’autrice, La donna di Gilles, sempre edito da Adelphi, nel 2005.

Colpisce l’indicazione nella quarta di Marie aspetta Marie che si apre con queste parole: «Chi ha letto La donna di Gilles sa», perché lascia intuire come per comprendere appieno il romanzo non si possa fare a meno di leggere quello che lo ha preceduto. Ed è straordinario il modo in cui le due storie si completano, rimandando l’una all’altra continuamente.

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