Mistero Buzzati, le date

È arrivato il momento di incontrarci: parte il mini-tour di Mistero Buzzati!

Ecco i prossimi appuntamenti:
📍 Milano, Fondazione Mondadori – sabato 28/03 ore 16:30
📍 Legnano (MI), Libreria Nuova Terra – martedì 31/03 ore 21:00
📍 Gallarate (VA), La Fucina del Libro – sabato 18/04 ore 17:30
📍 Milano, Libreria Verso – giovedì 07/05 ore 19:00

Ci sarete?

Mistero Buzzati

Arriva Mistero Buzzati, un percorso di lettura che mi accompagnerà lungo il 2026, per celebrare i centoventi anni dalla nascita dell’autore: la prima tappa al Laboratorio della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano, all’interno della mostra “Dino Buzzati e l’aldilà”.

Sarà l’occasione per riaprire lo scrigno fantastico di Buzzati e provare a restituirne un ritratto, attraverso le sue pagine meno note.

L’appuntamento è sabato 28 marzo alle 16:30, durante l’incontro potrete esplorare il percorso espositivo.

Non vedo l’ora di vedervi? Sì.

Esercizi di memoria

Italo Calvino, La strada di San Giovanni«Non è vero che non ricordo più niente, i ricordi sono ancora là, nascosti nel grigio gomitolo del cervello, nell’umido letto di sabbia che si deposita nel fondo del torrente dei pensieri: se è vero che ogni grano di questa sabbia mentale conserva un momento della vita fissato in modo che non si possa più cancellare ma seppellito da miliardi e miliardi d’altri granelli».

Un giorno della primavera del 1985, Italo Calvino diceva a Chichita, sua moglie, che avrebbe scritto altri dodici libri: «Anzi – aggiungeva – forse quindici». Di lì a qualche mese, però, ci avrebbe lasciati, e sulla sua scrivania sarebbero rimaste soltanto alcune di quelle pagine in cantiere.

Ben meno conosciuta rispetto alle Lezioni americane, la raccolta Passaggi obbligati avrebbe dovuto contenere degli «esercizi di memoria», di cui oggi possiamo leggere cinque brani, scritti tra il 1962 e il 1977, e pubblicati nel 1995 con il titolo La strada di San Giovanni.

Un ritratto del padre, il suo legame con il cinema, un ricordo di guerra, una metafora insolita del rapporto con la scrittura, frammenti di una riflessione sull’atto di richiamare le cose alla memoria: leggendo questa raccolta si avverte che non ci sia stato il tempo di lavorarla di cesello come le sue altre opere, ma chi conosce Italo Calvino almeno un po’ potrà ritrovare alcune delle sue pose migliori, come a sfogliare un vecchio album di fotografie dimenticato per anni dentro un cassetto.

«Dal fondo dell’opaco io scrivo, ricostruendo la mappa d’un aprico che è solo un inverificabile assioma per i calcoli della memoria, il luogo geometrico dell’io, di un me stesso di cui il me stesso ha bisogno per sapersi me stesso, l’io che serve solo perché il mondo riceva continuamente notizie dell’esistenza del mondo, un congegno di cui il mondo dispone per sapere se c’è».

E chissà se sono solo io che, in questi giorni più forte che mai, mi imbatto in letture che alimentano un bisogno di ricordare.