«Quel che ricordo con chiarezza dell’avere sedici anni è che si trattava di un’età particolarmente angosciante […]. Ricordo anche una tremenda e frustrante irritazione verso tutto ciò che leggevo in quel periodo – sa il cielo di cosa si trattava, a giudicare da certi libri che ho conservato –, tanto che una sera presi una decisione: dal momento che non esisteva al mondo nessun libro che valesse la pena di leggere, ne avrei scritto uno io.»
Shirley Jackson, La luna di miele di Mrs. Smith
È una gran fortuna che Shirley Jackson abbia tenuto fede al suo proposito per il resto della vita, regalandoci pagine straordinarie che continuano a saltare fuori da scatoloni impolverati.
I racconti che troverete dentro La luna di miele di Mrs. Smith fanno parte di una raccolta più ampia, in corso di pubblicazione per Adelphi, e sono stati scritti tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, un momento storico in cui una donna avrebbe potuto essere abituata a credere troppo poco in sé stessa per lasciare la sua voce libera di esprimersi. È una gioia poter ritrovare quella di Shirley Jackson tra queste pagine, che miscelano alla perfezione ironia, inquietudine e una genuina felicità di scrivere.
Mi piace immaginarla – in tutte le ore della giornata che riusciva a ritagliarsi dalla cura della casa e dei figli – seduta alla sua macchina da scrivere, a picchiare sui tasti fino a notte fonda. E sorrido all’idea che mi sono fatta – non troppo lontana dalla realtà, credo – che lei stessa, come i suoi personaggi, sia stata solleticata di tanto in tanto dal desiderio di liberarsi di tutti e scappare lontano.
Leggete Shirley Jackson per ritrovare la sua intelligenza che sa smascherare i meccanismi con i quali deformiamo la realtà che ci sta stretta; leggetela per guardare con un po’ di sano cinismo alle idiozie che ci raccontiamo ogni giorno per andare avanti. Avvicinatevi a Shirley Jackson e vi prometto che – se l’avete perso – ritroverete il piacere di leggere.

«Non è vero che non ricordo più niente, i ricordi sono ancora là, nascosti nel grigio gomitolo del cervello, nell’umido letto di sabbia che si deposita nel fondo del torrente dei pensieri: se è vero che ogni grano di questa sabbia mentale conserva un momento della vita fissato in modo che non si possa più cancellare ma seppellito da miliardi e miliardi d’altri granelli».
Non dev’essere certo questo un approccio canonico a Carlo Levi, ma è bello anche lasciarsi stregare dalla potenza di un titolo per scoperchiare universi ignoti. Così è stato per me con