Quando siete felici, fateci caso

Milano, stazione centrale: frotte di persone accomunate dal dono del silenzio.
Casetta nostra così bella, tutta scale e legno, mi tiene compagnia ogni volta che scricchiola.
Il temporale della prima notte.
La luce rosa e viola delle giornate di settembre. Quanto durano a Milano le giornate, a settembre?
I portici a Saronno, i mattoncini rossi di Santa Maria delle Grazie, il legno che scricchiola nelle stanze Dispari. Se non scatto una foto ogni giorno, non sono contenta.
Nuove finestre su cose nuove.
Ricordarsi di tutto – ma proprio di tutto – tranne che dei calzini, ironia della sorte.
Gli appunti e gli abbracci da Pelledoca, le pagine ancora da leggere e da raccontare.
I treni in orario. I treni in ritardo. I treni puntuali quando sono in ritardo, perché i minuti qui durano sessanta secondi.
La musica sempre nelle orecchie. Un quaderno da riempire fino all’ultima riga. Due nuovi Supercoralli sul comodino.
La metro uno rossa, la metro due verde, la metro tre gialla. La metro quattro che non c’è. La metro cinque lilla, non viola.
Nella prossima valigia: il pigiama a maniche lunghe, una tazza per il tè.
Mangio un gelato mentre cammino sotto la pioggia.
Sono felice.