Quanto è importante avere il tempo di perdere tempo? Come si fa a resistere al procedere inesorabile dei giorni e tirare il freno per guardare la pioggia cadere, o mettersi seduti a guardare la vita mentre scorre? Il bisogno di coltivare l’arte dell’otium, caro all’umanità da che essa ne abbia memoria, torna a imporsi con sempre più forza negli anni liquidi che abitiamo oggigiorno. E lo sa bene Dany Laferrière che ha fatto del tempo il protagonista del suo L’arte ormai perduta del dolce far niente, pubblicato da 66thand2nd (traduzione di Federica Di Lella e Francesca Scala).
L’autore haitiano-canadese è una delle voci cosmopolite a cui ci ha abituati il lavoro di ricerca della casa editrice romana e L’arte ormai perduta del dolce far niente – nella veste grafica preziosa a cura di Silvana Amato – è la seconda opera di Laferrière edita 66thand2nd, dopo Tutto si muove intorno a me (2015), un reportage sul terremoto di Haiti del 2010.