Custodire il presente

Paolo Cognetti, Le otto montagnePuò essere dura tirare a campare quando senti che il tuo posto non è quello che abiti ogni giorno, ancora più dura, forse, se in quella terra ci sei nato senza mai riuscire ad allontanartene. Ed è dei modi in cui si può appartenere a un luogo – non semplicemente della montagna, dell’essere genitori e figli, del trovare un amico, del diventare grandi e cercare il proprio spazio nel mondo – che parla Paolo Cognetti nel suo esordio da romanziere, Le otto montagne (Einaudi), che è stato un caso editoriale prima ancora di approdare in libreria ed è valso all’autore il Premio Strega di quest’anno.

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Ritratto di donna che legge

Abolito il passato (e la memoria) è impossibile inventarsi un futuro.

Grazia Cherchi, Scompartimento per lettori e taciturni (minimum fax, 2017)C’è sempre qualcosa di emozionante nel ripercorrere la storia di chi ha dedicato la propria esistenza ai libri degli altri. E nonostante il rischio che nell’incanto della scrittura la verità sia offuscata dalla patina del mito, è bello credere che il mondo editoriale che rivive tra pagine come quelle di Scompartimento per lettori e taciturni sia esistito davvero, quasi inevitabile il rimpianto di non averlo abitato.

«Perché a nessuna società ferroviaria è mai venuto in mente di istituire scompartimenti per taciturni o per lettori?»: da queste parole di Peter Noll care a Grazia Cerchi è tratto il titolo della raccolta dei suoi scritti, tornata in libreria per minimum fax a vent’anni dall’edizione Feltrinelli curata da Roberto Rossi – ormai introvabile, tranne che per qualche copia logora tra gli scaffali dell’usato.

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